LA STORIA DELLA MAISON ROTHSCHILD

 

 

Le origini di questa casa finanziaria risalgono alla Germania del 1743 (nella città di Francoforte) quando, cinquant’anni dopo la  nascita della banca d’Inghilterra, un orafo ebreo di nome Amschel Moses Bauer inaugurò un locale per il  conio di monete collocando sull’entrata un’insegna rappresentante un’aquila romana su uno scudo rosso; il negozio divenne noto come la Ditta dello Scudo Rosso o, in lingua tedesca, Rothschild.

Nel momento in cui il figlio Mayer ereditò la conduzione dell’azienda, decise di cambiare il nome appunto in Rothschild, dando così origine alla dinastia; egli  imparò ben presto che prestare denaro a governi e monarchi era assai più vantaggioso che farlo nei confronti di singoli privati, in quanto non solo i prestiti erano di maggiore entità, ma venivano anche assicurati dalle tasse delle varie nazioni.

Mayer Rothschild aveva cinque figli che addestrò alle segrete tecniche di creazione e manipolazione del denaro e che inviò nelle principali capitali europee per aprire filiali della banca di famiglia; stabilì inoltre che uno dei figli di ogni generazione avrebbe diretto gli affari della casa (escluse le donne).

Il primogenito di Mayer, Amschel, rimase a Francoforte per occuparsi della banca della città natale; il secondogenito, Salomon, fu mandato a Vienna; il terzo figlio, Nathan (risultato poi chiaramente il più abile) era a Londra nel 1798, all’età di 21 anni, un secolo dopo la fondazione della banca d’Inghilterra; il quarto figlio, Karl, si recò a Napoli; il quinto, Jakob (James), a Parigi.

Successivamente i Rothschild si misero in affari a Wilhelmshoehe, la reggia dell’uomo più ricco della Germania: il principe Guglielmo di Hesse-Cassel; Guglielmo, esiliato da Napoleone, inviò a Nathan Rothschild un’ingente somma da impiegare per l’acquisto di titoli consolidati, tuttavia quest’ultimo preferì usare il denaro per i propri interessi. Tornato a Wilhelmshoehe il principe pretese la restituzione della somma, la quale gli fu ridata con un interesse dell’8%, interesse che avrebbe ottenuto nell’investimento in titoli britannici; da parte loro i Rothschild tennero per se gli ingenti profitti di guerra che avevano conseguito utilizzando il denaro di Guglielmo.

Usando in parte metodi simili Nathan riuscì a moltiplicare il suo capitale iniziale (20.000 sterline) di ben 2.500 volte nei soli 17 anni trascorsi in Gran Bretagna.

Nel 1814 la filiale di Londra vince il contratto per la vendita e il trasporto dell’oro finanziando l’armata di Wellington, quattro anni dopo la banca londinese riuscì a collocare un prestito ai prussiani, vincendo la concorrenza dell’altra famiglia di banchieri, i Barings. Proprio grazie a questo prestito anche le altre filiali creditizie aumentarono il loro prestigio, in particolare quella di Vienna il cui amministratore Salomon  venne nominato Barone d’Austria in seguito al prestito concesso al conte di Metternich (ministro asburgico); questo è il primo caso di conferimento ad un ebreo di un titolo nobiliare.

Negli anni Venti aprirono le due filiali di Napoli e Parigi, quest’ultima in particolare avrà un notevole successo nel corso dell’Ottocento finanziando  tra le altre cose l’unificazione monetaria d’Italia.

Nel 1826 la Rothschild di Londra entra nel gruppo di finanziatori che costituiscono la Banca d’Inghilterra.

Per evidenziare l’importanza dei Rothschild nell’ottocento riportiamo di seguito alcune citazioni:

·       Un commentatore francese del XIX secolo scrisse :”C’è un unico potere in Europa ed è quello dei Rothschild”.

·       Frederic Morton : “…i Rothschild hanno conquistato il mondo in modo più completo, più astuto  e molto più durevole di quanto non abbiano fatto in precedenza tutti i Cesari…”.